• Get the Flash Player to see the slideshow.

DAY 68 - 82: Da Adelaide a Sydney

Ott
22nd

Posted by Matteo







E’ tantissimo che non aggiorno il blog ma superato Adelaide la connessione è stata difficile se non impossibile.
Finalmente dopo Adelaide faccio le mie prime timide pieghe del viaggio tra le Adelaide hills e la Barossa Valley dove, in un tempo da lupi, mi fermo a degustare vino alle 11 di mattina veramente da alcolista. Inizio la mia pellegrinaggio verso Phillip Island sotto un vero diluvio, 300km di acqua ininterrotta, ma fortunatamente riesco a godermi un pochino i 12 Apostoli e la prima parte della Great Ocean Road. Incontro una coppia di australiani e un loro amico in moto, scambio due chiacchere e mi aggrego a loro ad Apollo Bay dove iniziano le mie serate “aussie”, ossia una media di 2 litri di birra a sera. BURP!
La mattina successiva mi sveglio in una palude e sono costretto a smontare il campo sotto una insistente pioggia che ci accompagnerà per tutta la Great Ocean Road in tutti gli 80km di curve. Non ricorderò la Great Ocean Road per le curve e il panorama sull’oceano ma come un’altra di quelle giornate epiche sotto l’acqua, di diritto nella top 5. Fortunamente il tempo migliora e arriviamo a Phillip Island senza più acqua ma con il cielo che minaccia per la notte e accetto volentieri l’invito di dormire insieme agli australiani che hanno una casa in affitto con altra gente. Non faccio in tempo ad entrare e presentarmi a tutti che già mi trovo una Coopers in mano ma in Australia quando sei in mezzo agli australiani non puoi tirarti indietro mai.
Dormo sul divano (in realtà enorme e comodissimo come un letto) ma finalmente sotto un tetto dopo 76 giorni di tenda e la mattina successiva mi sposto al campground sul circuito.
Il campground meriterebbe un libro a parte ma che difficilmente riuscirebbe a spiegare l’atmosfera e quello che può succedere li dentro: fuochi d’artificio, burnout, gente che gira con su un divano montato su un taglierba o in un go-kart fatto in una vasca da bagno e ovviamente tutti ubriachi. Incontro i miei amici neozelandesi e mi godo Phillip Island girandolo per lungo e largo per tutti i 3 giorni della gara, su cui è inutile spendere parole: uno spettacolo.
Lascio Phillip Island insieme ai miei amici australiani, Kevin e Kate, e ci muoviamo verso Sydney attraversando le Snowy Mountain e finalmente mi diverto veramente dopo km e km di dritto maledetto. La settimana precedente ha nevicato tantissimo (e si, in Australia!) e ci fermiamo in un paesaggio che di australiano non ha assolutamente nulla ma sembra più di essere sulle alpi (non esageriamo.. appenini!). La strada e il paesaggio sono bellissimi tra montagne, località sciistiche e tantissimi insetti maledetti che si spiacciano ovunque. Campeggiamo in riva ad un torrente sotto il Mt Kosciuszko la montagna più alta d’Australia, ben 2228 mt, in una nottata veramente indimenticabile litigando con il fuoco che non vuole bruciare perchè la legna è tutta umida. L’ultima sera facciamo tappa da un amico di kevin che ha un pub/hotel in una piccolissima città (130 abitanti) e veniamo sistemati gratuitamente nel cottage e passo una serata veramente aussie al pub: torneo di freccette, biliardo e ovviamente i soliti e immancabili litri di birra.
Il giorno successivo arrivo finalmente a Sydney e vedere i cartelli “Sydney 160 km” mi ha fatto effetto… ce l’ho fatta!!!! Il viaggio si conclude in 82 giorni e 24.243 km. L’Australia è conquistata, via con il prossimo continente!!!!

Day 54 - 68: Da Perth ad Adelaide

Ott
9th

Posted by Matteo







Dove siamo rimasti? Ah Carnarvon!!! Saluto Grant, il ragazzo neozelandese, e devio verso Monkey Mia, posto famoso per i delfini. La storia vuole che i delfini hanno iniziato a venire sulla spiaggia dove i pescatori davano loro un pò di pesce e da ormai 30 anni, trovando cibo facile. vengono a fare colazione li ogni mattina. La spiaggia è bella ma i delfini ormai sembrano ammaestrati tipo zoo e la cosa non mi entusiasma tantissimo. Mi fermo comunque li due notti e passo una bella giornata sdraiato al sole a leggere il libro e riposarmi un pò dei tanti km fatti nelle ultime settimane. Forse la parte più interessante di Monkey Mia (Shark Bay) sono i punti panoramici dai quali si vedono nelle acque sottostanti le sagome dei squali che nuotano e Shell Beach, una immensa spiaggia di piccolissime conchiglie bianche di un colore accecante come neve.
Mi dirigo a Kalbarri, famosa per le sue scogliere, e mi godo nel pomeriggio le grosse onde che si infrangono sugli scogli e mi cucino un super “barbie” con salsicce, cipolla e peperoni… una fame!!!Il giorno successivo vado verso il pinnacle desert (e vedo un gruppo di veri delfini che nuotano dalla scogliera), 200km a nord di Perth, una distesa di piccoli pilastri di calcare immersi in una spianata di sabbia gialla veramente incredibile. Rimango nella vicina Cervantes un giorno più del previsto perchè il giorno successivo è il compleanno della regina (che ne ha ben 2…vabbè è la regina) e a Perth è tutto chiuso.
Da qui inizia la parte piovosa del viaggio: da Cervantes a Perth… ACQUA. Perth… ACQUA. Margaret River… ACQUA. Giorno successivo indovinate? ACQUA. La notte fa un freddo cane, mi “imbozzolo” nel sacco a pelo con felpa con il cappuccio, doppio calzino, telo mare sopra il materassino e giubbino moto a coprire i piedoni. Niente da fare a forza di dire che in Australia l’inverno vero non esiste si è vendicata così. ‘cci sua!
Il Margaret River è comunque veramente spettacolare e dopo settimane di bush e sabbia rossa la vista di prati verdi e immense foreste sembra quasi un miraggio. Il miraggio finisce però presto quando inizio a muovermi verso il famigerato Nullarbor Plain, una piana senza nulla di 1200km tra il Western e il South Australia, e percorro il rettilineo più lungo d’Australia ben 146,6km (come se prima e dopo ci sono delle curve…). Due palle allucinanti fortuna c’è il mio fedele e rustico “Cruise Control” che mi aiuta! Facciamo sosta però a metà del viaggio a Head of Bight dove vediamo le balene che stanno migrando, una figata!!!
Rientro nella società a pochi giorni viaggio da Adelaide quando ormai il termine del mio viaggio è sempre più vicino (e la gara della motoGP… SBAV! SBAV!)… gli ultimi 2500km!!!
Sul fronte mulo (alias moto) brutte notizie: i cuscinetti di sterzo, kawasaki ha deciso che non sono coperti da garanzia (MAH!) e la mia batteria da Perth va sempre più finchè nel mezzo del Nullarbor Plain decide di dare forfeit e mi costringe per un paio di giorni a partire a spinta, molto old style. Riesco oggi a cambiare la batteria (100$) ma ora c’è la gomma posteriore che ormai è slick e spero negli ultimi 300km fino ad Adelaide regga e non arrivi alla tela (ma siamo mooooolto vicini).

Ps Scusate la fretta ma il tempo è tiranno!!!! (Pensa quando rientro…)

DAY 43 - 54: Verso Perth

Set
24th

Posted by Matteo







Dopo tanta attesa arrivo finalmente a Broome, una importante milestone del mio viaggio perchè da qui inizierò la mia discesa sulla west coast. Mi fermo due giorni in compagnia dei miei temporanei compagni di viaggio e dedico il tempo tra doveri e sollazzi. La mattina mi metto alla ricerca di un saldatore perchè il portapacchi si è spezzato in un punto: mi fermo al primo e spara la bellezza di 120 dollari (60 euro) per una saldatura. Gli chiedo se sta scherzando ma a quanto pare era serio. Trovo un’altro saldatore, gli mostro il problema e gli dico quanto mi ha chiesto il precedente e si fa una grande risata. Mi chiede di andargli a comprare un six pack di birre mentre lui mi sistema il problema… solo in Australia! Nel pomeriggio faccio una nuotata egregia a Cable Beach, dicono una delle più belle d’Australia (bella ma secondo me c’è di meglio), e il giorno successivo inizio a dirigermi verso sud. Faccio una deviazione sull’itinerario verso il Karajini National Park e devo dire che ne vale assolutamente la pena: le più belle gole che ho visto in Australia e una bellissima passeggiata in compagnia di Colin e Mirjam una ragazza che vaga in bicicletta e abbiamo conosciuto li. Gli domando da dove viene e mi risponde “HOLLAND!” e io “Si ok e con la bicicletta?” “HOLLAND!”. GULP! E’ partita nel 2007 dall’Olanda da sola e è arrivata fin qui… una ragazza tosta!!! Italiane così non esistono proprio. In confronto il mio viaggio è il giro del palazzo…
Ripartiamo verso Exmouth in una giornata lunghissima (640km) e raggiungiamo il Cape Range National Park dove ho visto tra le spiaggie più belle d’australia, sabbia bianca e un mare turchese… una cartolina insomma! Le foto non rendono giustizia…
Faccio sosta a Carnarvon con un ragazzo neozelandese con un BMW GS800 incontrato lungo la strada e poi raggiungo Monkey Mia nella Shark Bay. Spiagge bellissime, delfini che vengono fino alla riva, un vero paradiso.
Domani si continua a scendere verso Perth e in 2/3 giorni dovrei esser li…
Quasi dimenticavo! Nelle bellissime gole del Karajini NP ha trovato morte per annegamento in mio iPod… l’ho dimenticato in tasca e mi son fatto una bella camminata nell’acqua. Questo dimostra che l’iPod non è waterproof @$%/£$/£$&!!!! Sono senza musica e questa cosa è gravissima… in Perth dovrò ricomprarne uno assolutamente :( (Poesse la maledizione di Raso?)

DAY 31 - 43: Finalmente nel Western Australia…

Set
13th

Posted by Matteo







Finalmente riesco a connettermi di nuovo dopo tantissimo tempo.
La salita da Alice Springs a Darwin è stata lunga e caldissima: ho fatto 1600km in 3 giorni e viaggiato in una temperatura media tra i 36° e i 40°, in pratica la sensazione di un pollo che è appena stato infornato. A 3/4 di viaggio ho fatto tappa a Mataranka, cittadina con delle sorgenti nel parco naturale dove ho potuto, sotto l’occhio vigile di migliaia di pipistrelli appesi a testa in giù sugli alberi, rinfrescarmi un pò. La sera e la mattina successiva è stata totalmente dedicata agli incontri con animali strani: la sera all’imbrunire i pipistrelli si sono alzati in volo oscurando il cielo in cerca di cibo, nel pomeriggio ho visto il pavone (che pavoneggiandosi mi ha fatto penare per farsi fotografare) e la mattina successiva ho fatto colazione con un Wallaby che mi zompettava intorno. Ho giocato un pò cercando di fargli prendere il pezzo di pane dalle mie mani ma era diffidente e più di mezzo metro non si avvicinava… comunque almeno non ho fatto colazione da solo!
Il giorno successivo sono arrivato a Darwin dove ho finalmente cambiato le gomme con delle Michelin (400$ per la cronaca) che spero vivamente arrivino fino in fondo e assaporato il clima schifoso di Darwin: un caldo ATROCE. 32/33 gradi costanti, un’umidità che Roma in estate al confronto è asciutta e i soliti simpaticissimi insetti che mi hanno gonfiato come una zampogna nonostante il repellente (sono passati 5 giorni e ancora mi sto grattando). Darwin è una città senza troppe pretese, stile australiano… quando ne hai vista una (che non sia Sydney) le hai viste tutte!
Lascio il caldo atroce di Darwin per visitare il Lichtfield NP dove ci sono un pò di belle cascate da vedere. Mi fermo alle Wangi Falls, molto belle ma molto affollate e trascorro la serata più triste e scomoda del viaggio finora: piazzola al sole, terreno durissimo e semiroccioso (fondamentalmente per i caravan), nessuno con cui scambiare due parole, cena a base di noodles precotti al buio perchè è finito il gas della lampada e per terra perchè non ci sono tavoli… il tutto condito da un caldo umido atroce e le maledette mosche del bush. Altro che quei due cojoni dell’isola dei famosi che vanno in paranoia perchè non hanno la crema contorno occhi… Credo che mi serviranno un paio di mesi di riabilitazione alla società quando rientro perchè sto diventando veramente un bruto, “l’uomo che non deve chiedere mai”… prossimo passo la barba con il coltello.
Per terminare la serata bellissima trascorsa non appena mi alzo un sciame di mosche mi aspetta affetuosamente dalla sera prima non lasciandomi fare neanche la colazione in santa pace. Scappo letteralmente dal campground (grondante, sono le 8 ma già l’aria è faticosa da respirare) e mi dirigo alle Edith Falls, 200 km più a sud, che mi accolgono decisamente meglio: il campground è all’ombra e in erba curata con una specie di tavoli qua e là dove appoggiarsi. Sistemo il campo e vado a farmi una nuotata al laghetto formato dalle cascate unendomi alle altre persone nonostante l’inquietante avviso “Freshwater crocodile inhabit this area”… l’acqua è scura come il petrolio e mentre nuoto verso le cascate penso “Cozzerò contro un crocs?”. Continuano a dire che quelli di acqua dolce mangiano i pesci e non attaccano (che poi magari saranno lungo il fiume e non nel lago)… io continuo a dire che comunque sono dinosauri di un paio di metri con i denti aguzzi e l’occhio da furbetto. Chi avrà ragione?
Non avendo cozzato contro nessun crocs, ho iniziato a muovermi verso il Western Australia e la strada mi è sembrata meno frequentata del solito ma nonostante la temperatura sia sempre altissima l’aria è più respirabile. Faccio tappa a Timber Creek e poi a Lake Argyle dove incontro altri motociclisti al campeggio. Roger e Jenny, una coppia di 55 anni neozelandese che viaggia con la mia stessa moto, e Colin, un ragazzo scozzese che vive a Melbourne ed è in viaggio da solo.
I nostri itinerari sono gli stessi quindi decidiamo di viaggiare per un pò tutti insieme e il giorno successivo ci muoviamo verso il Purnululu NP, facciamo sosta alla roadhouse per la notte e un grande “barbie” per cena.
Sveglia e partenza per le Bungles Bungle su una strada sterrata impegnativa ma non difficile con qualche divertente creek crossing. Facciamo una camminata verso l’Echidna Chasm, una spaccatura nella montagna scavata dall’acqua in milioni di anni e poi campeggiamo nel bush per la notte. La mattina successiva visitiamo le spettacolari Bungles Bungles (vedi foto) e poi torniamo verso la hwy. Guardo il contakm per capire quanto manca, la strada è abbastanza buona e vado sui 60/70, mi distraggo un attimo e mi trovo a “cannone” nell’unico punto in cui c’è una spianata mucchi di polvere bianca su un fondo di buche e avvallamenti. Ormai tardi per frenare (tardi anche per imprecare) entro a gas spalancato nella polvere, resisto al primo avvallamento, poi il primo mucchio di polvere ma la successiva fonda buca piena di polvere non perdona… SRRRAAAAAAAMMMM!!!! Rimango incastrato come un aragosta in rete con una gamba sotto la moto e devo lottare un pò per liberarmi. Ho polvere OVUNQUE (vedi foto commemorativa dell’ammucchiata) ma il peggio è quando rialzo la moto… CAZZO! Delle goccie fanno la loro comparsa sotto la moto e ci metto un millisecondo per capire che ho sbragato il radiatore… ottimo con la temperatura costante di 40° con cui viaggio solitamente. Fortunatamente perde poco e ora per niente grazie a del liquido sigillante per radiatori che ho buttato dentro. Che sfiga anche se stavolta è un mea culpa.
Domani arrivo finalmente a Broome e mi affaccerò per la prima volta sull’oceano indiano… SIAMO AL GIRO DI BOA!!!!!

DAY 27 - 31: Il primo mese di viaggio è andato!

Set
2nd

Posted by Matteo







La sosta a Uluru si è protatta un giorno più del previsto causa problemucci intestinali risolti solamente dopo aver fatto tappa al Medical Centre dove ho fatto valere la mia Medicare e ottenuto degli ottimi antibiotici.
Mi sono poi spostato al Kings Canyon dove mi sono aggregato a una famiglia di tedeschi/australiani molto carina con cui ho trascorso il giorno di trekking lungo il bellissimo canyon e un paio di cene. Da li su loro invito ho deciso di tornare ad Alice Springs per un’altra strada (sterrata) e visitare un’altro paio di posti carini visto che ho avevo il veicolo “di supporto” che mi seguiva a distanza. Purtroppo la giornata si è rivelata drammatica perchè la mia tenda è caduta e l’ho trascinata senza accorgemene per circa 15/20 km su una strada di rocce e terra. Risultato sacchetto andato, picchetti e martelli persi e tenda danneggiata. Fortunatamente si è rovinata solamente la zanzariera all’ingresso e bucata in un paio di punti intorno l’entrata nella parte interna. Riparerò temporaneamente la tenda per il viaggio per poi cambiare la zanzariera e mettere una paio di toppe definitive quando rientrerò in Italia. Rosicata a bestia comunque.
Oggi ho lasciato finalmente Alice Springs che non mi ha portato particolarmente fortuna e ho iniziato a risalire verso Darwin dove spero di arrivare in 2 giorni (al dispetto dei 3 programmati). Continuo a mantenere le stesse gomme (le cinesi no!!!) e sembra che riescano a reggere fino a Darwin contro ogni mia previsione…
Il primo mese di viaggio è andato e mi avvicino piano piano verso la metà… nel complesso posso dire che per ora è andato tutto alla grande a parte qualche piccola disavventura e problemino di poco conto… speriamo di continuare così!

Ps Speriamo di non aver sbagliato apostrofi sennò mi madre chi se la sente!

DAY 22 - 27: Finalmente ad Uluru

Ago
27th

Posted by Matteo







Parto da Tennant Creek di buon mattina, cosciente dei 500km di noia mortale che mi separano da Alice Springs. I primi 120 km passano in fretta e faccio sosta a visitare i Devil’s Marbles, strane rocce tondeggianti in curiose pose distribuiti in un’area di qualche km quadrato nel bush.
Mi sgranchisco le gambe, scatto le solite foto di rito e scalo un roccia ripidissima per vedere dall’alto il panorama (scoprirò mentre scendo che sull’altro lato non dico ci fosse il sentiero ma quasi).
Piccolo incipit: Mentre sto scrivendo questo post sono circondato dalle mosche del bush, una decina almeno… un flagello di dio porca troia! Non stanno ferme un secondo e ti si posano ovunque (specie in faccia!). Ma un’enorme lizard affamata non c’è qua?
Riprendo la strada verso Alice cercando di arrivare ad un’ora decente per organizzare il tagliando con il dealer per il giorno successivo e piantare la tenda prima che diventi notte.
Mi “perdo” per Alice Springs cercando di capire dove sia il dealer e dopo un pò di smadonnamenti finalmente lo trovo e mi accordo per il tagliando. C’è un problema però: le gomme. Il tipo mi mostra alcune gomme semi tassellate che non sembrano malaccio a prima vista. Leggo poi la marca ZICHOUAN o roba simile. Gli dico “Ok man, do u have other brand? Dunlop? Metzeler? Michelin?” “No sorry, only this in that size but our customers say that they are very good… 4500Km and no problem”.
“C’MON MAN! U know that it’s shit…” 4500 km… li faccio in 10 giorni! C’è il serio rischio di non arrivare a Perth con quelle caciotte… non voglio montare le gomme cinesi, in Italia se solo le proponi ti ridono dietro. Sembra che però non abbia molta scelta e decido di continuare ad usare le mie attuali per Uluru e poi cambiarle quando mi rifermo a Alice, almeno salvo altri 1000km.
Spendo un giorno ad Alice Springs, “piccola” citta dell’outback, peccato aver perso L’Henley On Todd, la regata sul fiume in secca, che si è disputata il sabato precedente, pazzia tipicamente aussie.
Lascio Alice verso Ayers Rock sotto il diluvio universale (in pieno deserto!) e percorro i primi 100km quasi non vedendo la strada tanto piove forte. L’aria è fredda e unita all’umido (e me che non mi sento in perfetta forma) mi fa congelare per buon parte del viaggio. Arrivo a Yulara nel primo pomeriggio, pianto la tenda nel campground e mi vado a godere il tramonto su Uluru. Uluru è impressionante, un roccione rosso squadrato ed enorme che si innalza nella piana del bush dove le uniche cose che nel raggio di km sono cespugli e rocce immersi in una terra rossa fine come sabbia. La gente prende posto con sedie, birre (immancabili in australia!) e macchine fotografica pronti ad immortalare la roccia illuminato dal sole che tramonta. Il cielo ci grazia solamente negli ultimi 10 minuti perchè le nuvole che mi inseguono da Alice Spings sembrano passare di striscio anche qui ma nonostante questo sono riuscito a godermi un bel tramonto, veramente spettacolare.
Passo la notte successiva abbastanza male, mal di pancia (che già avevo da ieri) e qualche sintomo febbrile che mi dissuade la mattina ad alzarmi per godermi l’alba su Uluru e spostarmi verso il Kings Canyon. Eh si… lo squarau del viaggiatore mi ha colpito e passo la giornata in campeggio sperando di rimettermi al più presto tra una passeggiatina verso il bagno e l’altra (nel frattempo santo Imodium). Che vita di merda, è proprio il caso di dirlo!

Day 16 - 22 Dalle coste del Queensland al Northern Territory

Ago
23rd

Posted by Matteo







Finita la parantesi di Cape York mi dirigo verso Millaa Millaa, un piccola località “montana” nel Tableland, l’entroterra dietro Cairns. Finalmente c’è una parvenza di curva e l’aria è più fresca mentre, nel primo pomeriggio, mi inoltro nella rainforest. Per la prima volta dopo parecchi giorni sento di nuovo il “piacere” dell’inverno e dormo sigillato nel sacco a pelo senza però rischiare l’assideramento come le prime notti di viaggio nel NSW. Mi sveglio in una mattinata nebbiosa e con un tempo da lupi che non promette niente di buono (e subisco delle piccole shower mentre smonto il campo). Da bravo motociclista sapiente e con anni di esperienza preparo tutto per non farmi cogliere impreparato all’ipotesi peggiore e parto per il Waterfalls Circuit, una strada che fa tappa in una serie molto belle di cascate. A fine mattinata lascio alle mie spalle le montagne e inizio ad inoltrarmi nell’outback. La strada diventa sempre più monotona e desertica, attraverso qualche piccolo “paese” di 2/3 case fino ad arrivare a Georgetown, una ridente cittadina risalente all’epoca dei cercatori d’oro che annovera addirittura un caravan park, DUE stazioni di servizio che fanno anche da general store, una butchery e un’immancabile pub. Fine. In queste piccole località si è dediti all’alcool, in fondo non si può biasimarli. Spendo la notte li e il giorno dopo parto per Normanton, i primi 300km dove inizio a capire COSA è il nulla, ma che capirò meglio qualche giorno dopo. Ricorderò Normanton come una grande piscina da 25 metri e una bistecca da 600gr sul BBQ, la città in sè a parte il particolare Purple Pub (tutto viola come si evince dal nome) non offre nient’altro. Altro giorno altri km, stavolta si inizia a fare sul serio e nei 390 km che separano Normanton da Cloncurry esclusa la Burke & Willis Roadhouse non c’è niente (ma non NULLA che è diverso!). La roadhouse prende il nome dagli esploratori Burke & Willis che, non avendo niente di meglio da fare nella vita, han deciso di esplorare quella inospitale terra lasciandoci le penne. Almeno la soddisfazione della roadhouse in loro onore.
A Cloncurry campeggio vicino ad un signore, carpentiere che ha perso il lavoro (ma non d’animo),  che viaggia in australia in bicicletta con gli ultimi risparmi e, smacco degli smacchi, a un simpaticissimo signore di Canberra con dei baffoni anni ‘20 che va in moto verso Darwin. Nulla di strano a parte che viaggia su un BMW GS1200 Adventure (con OVVIE borse in alluminio) su cui sbavo letteralmente come una lumaca in calore. La differenza tra me e lui è tra uno che viaggia con un motorhome extralusso e uno zingaro con la roulotte. Lui ordinato con le sue borse in alluminio, io con un mucchio di roba in precario equilibrio da Nobel per la fisica.
Lascio Cloncurry in direzione Camooweal sul confine tra Queensland e Nothern Territory e attraverso la cittadina di Mt Isa, o “The Isa” come dicono gli aussie, una grande città industrale che basa la sua prosperita sulle miniere di ogni ricchezza nel territorio circostante. Grandi ciminiere e aree industriali sovrastano la città e gli rendono un pò l’aria tetra e triste nonostante il sole splendente. Nella seconda parte della giornata viaggio verso Camooweal in un caldo che inizia ad essere infernale e il giubbino aperto non da molto sollievo. Trovo posto nel campeggio e monto la tenda a 36° gradi all’ombra (e per fortuna che è inverno, il signore mi dice con nonchalances che in estate fa 48/49°) e scopro che c’è un festival tipo rodeo. Faccio un salto al pub dove mi bevo una birra e faccio due chiacchere in un’ambiente da film western. Signori con jeans, stivali e cappello da cowboy (e alcuni con relative mogli!)… giuro che se avessi visto l’abbeveratoio con i cavalli e Clint Eastwood al centro della Barkly Hwy non mi sarei scomposto un attimo! Per chi pensa che quelle cose esistono solo nei film… CAZZO ESISTONO DAVVERO!!! Purtroppo mi sono perso il rodeo con acchiappo del vitello al lazo che c’è stato nella mattinata altrimenti era davvero completo.
Mi sveglio e parto per la traversata verso Tennant Creek: 470 Km di niente (se non una roadhouse dopo 260Km). Ecco qui ho capito realmente cosa è il NULLA. NULLA. Una strada che attraversa un paesaggio di erba bruciata dal sole alta 30cm a perdità d’occhio. In alcuni punti c’è qualche gruppo di alberi ma in alcuni momenti veramente niente. Come quasi da Roma a Milano senza NULLA in un silenzio irreale. Ora un pò di riposo a Tennant Creek e domani si parte per Alice Springs (altri 500 km) per fare il tagliando alla moto prima di continuare ancora un pò verso sud e arrivare ad Uluru.
Alla prossima!

Day 11 to 16 - Cape York

Ago
20th

Posted by Matteo







img_4793-large_0.jpgCape York merita davvero un intervento davvero tutto suo.
Dopo l’attraversamento senza troppe difficoltà del Bloomfield Track dove ho guadato il primo ruscello della mia vita, una piccola sosta a CookTown per un meraviglioso Fish & Chips alle 11 di mattina (mi sveglio alle 6 tutti i giorni poi mi viene fame presto) sono arrivato a Laura (pronunciata Lòura non chiedetemi per quale oscura regola inglese di pronuncia).
Inizialmente devo essere sincero mi è presa un pò a male, una citta quasi fantasma, un general store con pompa di benzina e un pub/motel/camping e nient’altro. Monto il campo da solo e poi vado a bermi una birra al pub dove ci faccio due chiacchere con due ragazze tedesche li a lavorare con il Working Holiday… gli chiedo perchè a Laura e mi dicono che a Cairns non c’era lavoro. Io sarei tornato a casa! Passa un autobus ogni 3 giorni credo per Cairns l’unica città degna di questo nome a circa 350Km… altro che morire di pizzichi lì!
Il giorno dopo parto per il mio primo giorno di sterrato, 313Km fino all’Archer River Roadhouse. Inizialmente ho qualche difficoltà, per lo più psicologica, sulla terra e sulla ghiaia ma la strada a parte qualche parte con leggere “corrugations” (ossia le dunettine che si formano dal passaggio delle macchine) non è malissimo anche se alla fine della giornata mi sembrerà di aver fatto chissà cosa.
Il giorno successivo ho pianificato di arrivare sulla punta e parto di buon ora perchè i km dovrebbero essere un pò di più del giorno precedente, 350 circa. I primi 160 volano letteralmente sotto le mie gomme, la strada è perfetta e viaggio tranquillamente a 80/85 contro i 60/70 del giorno precedente. Tutto sembra facile e mi godo una pausa con un’aranciata a Bramwell Junction dove chiedo consiglio alla roadhouse sulla strada da seguire: l’Old Telegraph Track, vecchia strada a una corsia con parecchi ruscelle e fiumiciattoli da attraversare, o il Bypass, la nuova strada più lunga ma con molte corrugations. Opto per la seconda per l’ansia di attraversamente dei ruscelli dove, in teoria, potrebbero esserci i crocs e metto l’anima in pace con le corrugations.
Faccio si e no 10km dalla roadhouse e come promesso le corrugations iniziano e, come un vero imbecille, vedendo il bordo strada più liscio mi muovo sul ciglio dove c’è della soffice sabbia ad aspettarmi. Neanche il tempo di bestemmiare e sono faccia a terra. Ottimo! Qualche graffio alla moto, l’attacco del fianchetto rotto da rincollare ma tutto ok (i manubri li piega solo luchetto).
Non mi perdo d’animo e riparto e dopo altri 60km inizia il vero incubo: la strada si trasforma in una spiaggia, sabbia fonda e non riesco veramente a stare in piedi. La moto si pianta continuamente, il sole del Queensland è cocente e non passa un’anima da un bel pò. Inizio ad avere il timore di aver sbagliato strada e inizio a pensare di tornare indietro… ho percorso già 40 km nella sabbia più o meno fonda e al tachimetro dovrebbero mancare solamente altri 80 km alla mia meta (ne ho già fatti 550 di sterrato per arrivare fin qui) e NON POSSO MOLLARE! Finalmente qualcuno passa che mi conferma che almeno la strada è giusta e che tra pochi km inizia a migliorare. In effetti è così, corro su una strada parallela alla strada nuova ma ci sono segni di gente che è passata sull’altra e ecco la mia seconda cazzata del giorno. Vado per salire sulla nuova, ghiaia fonda e ben cedevole e 2! Stavolta sono meno fortunato e devo scaricare parte della moto perchè è troppo pesante da ritirare su da solo. Riesco a raggiungere Bamaga, la città sulla vetta, alle 5 di sera dopo circa 7 ore di guida ininterrotta.
Incontro li Tony, un’altro pazzo con la mia stessa moto e pianto la tenda vicino a lui. Ci fermiamo due giorni li e nelle due sere ci scoliamo un numero imprecisato di birre gustandoci un paio di tramonti super a Cape York tra una chiacchera e l’altra.
Decidiamo di tornare indietro insieme per l’Old Telegraph e la mattina successiva ripartiamo in direzione sud. Ho preso molta più confidenza con la sabbia e il terreno cedevole e viaggio a 90 fisso sempre con la moto che mi da la sensazione di cadere a destra e sinistra ogni volta. Ormai ho scoperto il segreto per stare in piedi: velocità elevata e gas aperto specie quando hai la sensazione di cadere che davanti chiude: GAS!!!
Ci infiliamo nell’Old Telegraph, una strada che qui in Australia ha del mitologico per la sua difficoltà nel percorrerla, e non smentisce le aspettative. Prima curva e sono già in terra sulla sabbia. Sgonfio le gomme tantissimo (a 1 bar per chi interessa) e la situazione migliora un pò. La strada è strettissima a una corsia con gli alberelli del bush sul bordo che devi sfiorare con braccia e manubrio mentre corri a circa 50 km/h nel solco scavato dalle ruote delle jeep nella sabbia o ghiaione. Facciamo un paio di pause e ci facciamo il bagno in paio di pozze in prossimità di una cascata e poi riprendiamo il tracciato tra guadi di ruscelli, buche, sabbia e canaloni scavati dall’acqua (dove mi sono anche ammucchiato per la cronaca).
Ma la parte più terribile deve ancora arrivare… il tracciato a 30km dall’arrivo diventa veramente una spiaggia, la sabbia è fondissima e ho difficoltà a stare in piedi ma gas a manetta e vado avanti finchè in una curva mi affosso e faccio un bel volo (grazie all’alberello del bush che , come foto nella gallery testimonia, ha fermato la mia corsa). Rialzo la moto e cerco vanamente di ripartire appoggiando la moto in terra 4 volte in 30 metri. Veramente frustrante. La guida fino a Bramwell Junction prosegue con alti e bassi tra qualche facile ruscello da attraversare e altre 3/4 volte che butto la moto per terra.
L’arrivo a destinazione è trionfale e la soddisfazione di avercela fatta è grandissima. Sono coperto di fango, polvere rossa che ormai fa parte del mio corpo, sono caduto 4 volte (più 2 all’andata) e avrò buttato la moto per terra altre 10… ma che figata!
Posso ormai dire che sono un vero motociclista All-Rounder!
Bene, se realmente siete riusciti a leggere tutto fin qui (mamma esclusa) vuol dire che mi volete proprio bene!!!!
Al prossimo aggiornamento!!!!

Ps Luchetto io te l’avevo detto di venire anche se avresti avuto bisogno di almeno 10 manubri di ricambio!!!!

Pps Thanks to Tony for the great ride, for all the time you helped me to lift the bike.
I hope to see you again in Sydney for 2/3/4/5 beers! (I have one for free too! :) )

Day 3 - 10

Ago
18th

Posted by Matteo







Salve a tutti i lettori e lettrici (spero soprattutto lettrici).
Il viaggio prosegue bene nonostante i primi giorni un pò di spaesamento e dover fare l’abitudine ad essere da solo 24h su 24. Per fortuna nei vari campeggi si trova sempre qualcuno con cui fare due chiacchere, talvolta solo due parole “di circostanza” altre volte una piacevole serata trascorsa davanti a una birra.
Un piccolissimo e veloce riepilogo dei fatti salienti successi in questi giorni passati. Vi avevo lasciato a Byron Bay, spiaggia bellissima e cittadina molto turistica. Da li ho percorso circa 2000km verso nord, mi sono fermato a Brisbane a cena con un amico (Capassi per chi lo conosce) e ho iniziato a attraversare le prime vaste aree senza niente intorno. Sulla strada prima di arrivare a Rockhampton ho iniziato a capire cosa succede la notte sulle highway australiane: si centrano canguri. Non ho mai visto tanti canguri morti al bordo della strada tutti insieme, alcuni anche molto grossi. Neanche devo dirvi il puzzo di cadavere che emanavano dopo ore e ore al sole cocente del Queensland.
Nelle varie notti ho fatto tappa in vari campeggi alcuni dei quali la piazzola era proprio in spiaggia, insomma veramente un paradiso. Ormai padroneggio con il fornellino a kerosene come se l’avessi costruito io (capito Buddy?) e sfrutto a fondo i “Barbie” (BBQ a gas) che qui in Australia si trovano a ogni angolo di strada e, ovviamente, in ogni campeggio. La bistecca e le verdure grigliate (melanzane in particolare come insegna Elena) sono diventate ormai un mio cavallo di battaglia. :)
Per i posti che ho visto vi rimando alla fotogallery, star qui a spiegarli passo passo è veramente lunghissimo se qualcuno vorrà essere annoiato al mio ritorno per un week end intero sono disponibile.
Buone notizie anche dalle parti basse. Dopo i primi giorni tragici le mie chiappe sembrano ormai aver preso il ritmo e resistono km e km senza batter ciglio. Ieri per esempio ho fatto 300Km no stop senza colpo ferire. So che questo genererà battute su battute, io lo faccio per intrattenervi quindi… FATE PURE!!!
Attualmente sono arrivato a Cape Tribulation, deviazione sull’itinerario verso Cape York, perchè consigliato da più persone come bellissimo e assolutamente da non perdere. In effetti devo dire che è vero, la strada passa dentro una foresta tropicale fittissima e spiagge da cartolina… veramente contento della deviazione sul percorso. Finora ho rispettato il mio planning e spero di riprenderlo con un giorno di ritardo domani a Laura dove comincia la strada sterrata verso Cape York. Domani è previsto il primo giorno di serio fuoristrada sul Bloomfield track che mi porterà attraverso la foresta pluviale e qualche creek da attraversare verso Cooktown. Inizialmente avevo escluso questo percorso perchè l’attraversamento dei creek (torrenti) e qualche fiumiciattolo vista la zona popolatissima di coccodrilli non mi piaceva tanto. Dai suggerimenti di tanti e poi dall’ufficio turistico qui di zona mi han detto che i creek hanno l’acqua sotto al ginocchio (quindi no crocs) e l’unico fiume popolato da crocs è il Bloomfield River dove c’è però un ponticello in cemento da attraversare durante la bassa marea. Insomma mi han rassicurato che non incontrerò nessun problema… io un’occhio prima di attraversarlo lo dò, poi gas a manetta e via! :) (Quando leggerete questo racconto vuol dire che cmq ce l’ho fatta).
Detto ciò direzione Cape York, ho già visto gente in macchina e qualche motociclista che tornano giù pieni di polvere rossa è dire poco… ci sarà da divertirsi!!!!!!
Al prossimo aggiornamento!!!

Ps Ce l’ho fatta e son tornato da Cape York… aggiorno al più presto!

Australia Roundtrip… partito!!!

Ago
4th

Posted by Matteo







img_4544-largeDopo tanti mesi di pianificazione e preparazione, il giorno X è arrivato.
Come di consueto la mattina della partenza ancora avevo da preparare alcuni bagagli e riesco a lasciare Sydney solamente verso le ore 9. Il primo giorno ho coperto 420Km fino al Crowdy Bay National Park. Una notte in cui mi sono letteralmente morto dal freddo, una delle più lunghe della mia vita. Mi sono svegliato con la brina sulla tenda.. speriamo che nei giorni futuri andando verso nord la situazione migliori presto altrimenti farò la fine di Messner con le dita dei piedi amputati. Giorno successivo tappa verso Red Rock (altri 280 km) e faccio conoscenza con i primi 15 Km di sterrato per uscire dal parco e con i primi canguri della mia vita che zompettano qua e la per la strada. Buffissimi!!! La sera, memore del freddo della precedente metto due calzini, l’asciugamano sopra il sacco a pelo e un signore australiano che sembrava appena uscito da crocodile dundee mi offre un telo di nylon da mettere sulla tenda come extra. Questa volta va decisamente meglio e l’ipotermia è scongiurata. Rimpacchetto il tutto e mi dirigo verso Byron Bay, cittadina alla moda che sembra come un Porto Cervo d’Australia. I km si fanno sentire sulle chiappe che dopo un pò iniziano a indolensirsi, probabilm,ente ci prenderò l’abitudine con i giorni. Il problema più “grave” è abituarsi alla solitudine specie la sera perchè mentre durante il giorno si viaggia, si vedono posti e fanno foto la sera arrivati al campeggio l’essere soli un pò pesa. Ogni sera però si scambiano due chiacchere con qualcuno, oggi una coppia di ragazzi italiani, ieri il signore australiano… insomma da soli soli non si rimane mai. Domani ho appuntamento a Brisbane con Capassi e mi prenderò una birra con lui e scambio quattro chiacchere con qualche amico :)
Al prossimo aggiornamento! (Spero meno fugace ma il computer si sta scaricandoooooo!!)